È diffusa la pratica di utilizzare il prefisso bio prima di molte parole. Biodiversità, biodegradabile, bioparco, eccetera, a indicare un grande interesse intorno alle questioni della tutela dell’ambiente. Parliamo quindi di bioarchitettura e di come questa sia una delle risorse più vitali e poliedriche per realizzare una vera e propria rivoluzione per quel che riguarda il rispetto dell’ambiente e della natura.

Non è solo una questione di energia

Storicamente la bioarchitettura nasce sul finire degli anni Settanta, principalmente come disciplina atta a individuare alternative credibili e sostenibili per portare l’energia all’interno delle abitazioni. Quelli infatti erano gli anni della grande crisi energetica che esplose a livello internazionale. Da allora il problema del rapporto tra uomo e ambiente ha reso la bioarchitettura una materia molto più articolata e per molti aspetti variegata.

Prima ancora che rispondere a un problema tecnico (come poteva essere quello energetico, tra l’altro per molti aspetti ancora attuale), la bioarchitettura ha realizzato un cambio di prospettiva. Ciò che è alla base di ogni discorso edilizio, architettonico e urbanistico è quello di rendere meno invasivo l’intervento dell’uomo. Nelle principali metropoli del nostro Paese (e non solo) la cementificazione (tanto per fare un esempio evidente) è stata spesso perpetrata senza troppe tutele per l’ambiente.

La bioarchitettura, invece, si pone in un’ottica diversa, quasi di collaborazione tra uomo e natura, tra tecnica ed ecologia. Con l’obiettivo, tra gli altri, di ridurre l’impatto invasivo dell’uomo e renderlo utile a tutelare l’ambiente, in una convergenza di obiettivi. Com’è possibile? Scopriamo quali sono i 5 principali elementi della bioarchitettura.

I 5 principi della bioarchitettura

Come abbiamo anticipato, la bioarchitettura è un complesso di principi e prospettive di approccio completamente diverse rispetto all’edilizia tradizionale. È un modo nuovo di approcciarsi al “problema” delle costruzioni e della sistemazione degli spazi, con l’obiettivo di limitare (o non crearlo nemmeno) l’impatto ambientale dell’occupazione del suolo.

1. Efficienza energetica

Uno degli elementi basilari della bioarchitettura è quello dell’efficienza energetica. In questo senso c’è un maggiore impiego di quei materiali, ovviamente naturali, che garantiscono un maggiore isolamento termico. Sempre per operare verso una riduzione dei consumi e degli sprechi ci si concentra molto sulla riduzione delle dispersioni termiche. Queste sono i principali fattori che causano un aumento dei consumi. Porte, finestre, pavimenti devono essere realizzati in maniera tale da mantenere la temperatura raggiunta. L’isolamento termico non è utile solamente alla riduzione dei consumi energetici, ma anche a creare delle eccellenti condizioni di salubrità. I fenomeni della muffa e dell’umidità, infatti, sono figli di una pessima areazione degli ambienti. La bioarchitettura propone soluzioni di ventilazione passiva in modo da rendere gli ambienti termicamente asciutti, climaticamente gradevoli e strutturalmente sani.

2. L’illuminazione

Un grande problema delle abitazioni è quello dell’illuminazione. Anche in funzione della collocazione geografica degli edifici, la bioarchitettura si occupa di studiare nel dettaglio l’orientamento dell’edificio. In base all’orientamento, si predispone anche una coerente divisione degli spazi interni della casa. Questo permette di ridurre l’utilizzo di sistemi di illuminazione artificiale (con i relativi costi energetici), ma anche di creare ambienti maggiormente vivibili. Numerosi studi e ricerche confermano come la luce e illuminazione naturale abbiano una serie di benefici sulla quotidianità e sullo stile di vita personale e familiare.

3. Pioggia ed eventi atmosferici

Si è soliti pensare che l’uomo debba difendersi dalla natura. L’edilizia tradizionale ha, forse anche inconsciamente, fatto sua questa impostazione, creando edifici e strutture chiuse e isolate rispetto all’esterno. Il cuore della bioarchitettura, come abbiamo ampiamente mostrato, è invece quello di ridurre le linee di confine tra l’uomo e la natura, anche perché consapevoli dell’importanza per gli esseri umani di vivere all’aria aperta. La gestione degli eventi atmosferici. soprattutto della pioggia, è emblematica in questo senso. La protezione degli spazi rimane invariata, ma con lo sviluppo di elementi e tecnologie finalizzate al riuso dell’acqua piovana e all’alleggerimento del carico che temporali e acquazzoni (sempre più frequenti anche in stagioni tradizionalmente esenti) hanno dal punto di vista strutturale.

4. Indoor e outdoor

Se la bioarchitettura si prodiga a ridurre il confine tra l’uomo e la natura, questo è perfettamente visibile nella creatività dell’outdoor. Non si parla più di ambienti interni ed esterni della casa, ma di un unico spazio da vivere in maniera trasversale in tutte le stagioni dell’anno. La bioarchitettura, infatti, propone soluzioni raffinate e innovative sia dal punto di vista tecnico che di design.

5. Energia solare

L’utilizzo dell’energia solare è probabilmente uno degli elementi più noti della bioarchitettura. Questo principio basilare si applica in maniera estremamente vincente in diversi settori. Non solamente dal punto di vista energetico, ma anche nella realizzazione di strutture, come le serre bioclimatiche, capaci di valorizzare al massimo la forza e la vitalità della luce del sole.

Il nostro futuro e quello della bioarchitettura

La bioedilizia è una risorsa, una grande opportunità per il futuro, dell’umanità e dell’ambiente. Può per molti aspetti essere considerata una rivoluzione. La consapevolezza del rapporto tra uomo e natura e la conseguente scelta di una collaborazione per il beneficio di tutti.