Parliamo di un problema particolarmente sentito come quello del calcolo della pendenza di una tettoia, tanto che sono molti coloro che cercano risposte a questa domanda. Il problema è molto più serio di quanto si possa pensare, in quanto la pendenza di una copertura non è un aspetto estetico, bensì tecnico, funzionale e strutturale.

L’inclinazione del tetto

Viaggiando per l’Italia (ma anche all’estero) vi sarà capitato di vedere case e verande con i tetti e le coperture con una diversa inclinazione. Ad un occhio esperto non sarà sfuggita una certa “coerenza geografica”, ovvero che in alcune zone del nostro Paese c’è una determinata uguaglianza nella pendenza del tetto e delle coperture per l’esterno. Questo è dovuto, come vedremo a breve, alle differenti condizioni climatiche. Infatti calcolare la pendenza di una tettoia significa realizzare una soluzione tecnica capace di far defluire l’acqua. In zone climaticamente più calde tale pendenza può essere minore, ma non è solo questo il problema da valutare.

La differenza nell’inclinazione del tetto (o di qualsiasi altro sistema di copertura) è data anche dalla destinazione della stessa. I tetti in piano, ad esempio, sono sfruttati per essere calpestabili o per l’installazione di impianti solari. I tetti inclinati devono la loro pendenza sia a questioni tecniche di deflusso dell’acqua, ma anche a quelle relative all’eventuale recupero dello spazio sottostante o all’inserimento di finestre per migliorare l’illuminazione interna della casa.

L’importanza della pendenza vale anche per le tettoie del proprio outdoor, nonostante si tratti di strutture molto più leggere e non vincolate alle stesse caratteristiche tecniche di un tetto di una casa.

Regola e valori di riferimento

Giunti a questo punto è lecito domandarsi come si calcola la pendenza di una tettoia. In realtà non esiste una regola generale valida per qualunque sistema di copertura. Questo per almeno tre ragioni: il piano sul quale andranno a poggiarsi le tettoie, il tipo di struttura che si deve realizzare e il tipo di materiale impiegato per realizzarla. C’è da considerare che ogni realtà è a sé stante ed esistono strutture in “falso” piano, strutture che richiedono 2-3° oppure altre che ne richiedono 17-20°.

Per la copertura di una Pergotenda ogni azienda ha le proprie pendenze per le quali il calcolo viene effettuato in base alla larghezza e alla profondità della struttura. Queste sono delle regole ferree, in quanto il loro mancato rispetto implica automaticamente la perdita della garanzia dello scarico dell’acqua. L’unica modifica prevista è quella di aumentare la pendenza di una copertura, ma non di diminuirla. In realtà in alcuni casi è possibile anche ridurre la pendenza, ma solamente utilizzando delle soluzioni alternative. È il caso delle pergotende sulle quali vengono aumentate le guide (ovvero il pilastro frontale e la trave superiore), in modo da mantenere sempre efficiente il sistema di deflusso dell’acqua che la pendenza di una copertura deve considerare.

Nel caso delle tende da sole, invece, non esiste una regola generale in quanto le tende da sole, proprio per la loro destinazione, non vengono utilizzate per scaricare l’acqua.

Per le coperture fisse esistono le seguenti indicazioni in base al tipo di materiale:

  • policarbonato compatto – ha una pendenza minima di circa il 5%;
  • tegola canadese – ha una pendenza minima del 10/12%;
  • coppo – ha una tendenza minima del 10%.

Anche in questo caso tutto va contestualizzato nel tipo di struttura, le sue dimensioni e la portanza (i pilastri e i montanti) che si deve realizzare e il contesto edilizio e architettonico nel quale si va a operare.

Come abbiamo avuto modo di anticipare all’inizio c’è da tenere a mente anche l’aspetto climatico della zona nella quale installare la tettoia. In quei luoghi a rischio neve, infatti, va considerata un’inclinazione maggiore per permettere alla tettoia di reggere questo carico.

Una questione di infiltrazioni

Infine c’è da sottolineare l’aspetto della manutenzione. Le gronde e i canali vanno periodicamente puliti, altrimenti all’interno di esse si accumulano foglie, sporcizia e residui di vario tipo che ostacolano il corretto deflusso dell’acqua. La conseguenza è che l’acqua ristagna, crea delle infiltrazioni e danneggia la struttura. Questo è un intervento che si consiglia di svolgere regolarmente, soprattutto dopo i periodi di pioggia più intensi in modo da mantenere sempre efficiente la propria tettoia e l’intero spazio esterno della casa.