Sarà che a furia di ripetercelo è successo davvero: non esistono più le mezze stagioni. E così siamo passati dai giorni in cui ci domandavamo quando sarebbe terminato questo inverno piovoso che ci siamo ritrovati, nel giro di poche ore, a chiederci quanto ancora dobbiamo sopportare l’afa di questo inizio d’estate. In tutto questo mutare repentino del clima, ci interroghiamo su come fare per allestire adeguatamente lo spazio esterno della propria casa.

Scrutando il cielo dalla finestra della propria casa sembra diventato impossibile riuscire a organizzare un evento in giardino. E se il problema del meteo non fosse realmente un problema? Se esistesse non una, ma più soluzioni capaci di riparare lo spazio esterno e di farlo ogni volta in maniera nuova, utile, funzionale, perfetta?

Una soluzione con più soluzioni

Siamo troppo spesso portati a considerare le tende da sole o le pergotende come semplici ombrellini da aprire per ripararsi da sole solamente quando serve, per poi richiuderlo fino alla prossima occasione utile. In realtà tecnologicamente questi dispositivi sono molto di più e con un ventaglio di funzionalità più ampio. Questo fondamentalmente per due ragioni:

  • capacità di apertura e chiusura;
  • possibilità di integrazione con altri dispositivi.

Le tende da sole, così come le pergotende, non rispondono ad un codice binario di 0 e 1. Non sono solamente chiuse o aperte, ma possono avere aperture parziali in funzione di quelle che sono le specifiche necessità. Inoltre il telo può essere disteso con diversi angoli di inclinazione; essendo i tessuti molto resistenti anche le tende da sole svolgono una affascinante ed efficace protezione dalla pioggia. Discorso parzialmente simile per le pergotende che offrono una copertura sicuramente più completa (creando un vero e proprio ambiente aggiuntivo) ma che possono essere (in base al modello) aperte per far entrare aria, luce, vento.

A proposito del vento non va dimenticato il ruolo prezioso svolto dalle vele ombreggianti. Parlarne ci permette anche di introdurre quella “possibilità di integrazione con altri dispositivi” di cui abbiamo appena parlato.

Ecosistemi non mondi isolati

I sistemi di copertura non sono mondi isolati a sé stanti che devono bastare a sé stessi (per quanto sono molto versatili e ricchi di funzionalità e possibilità), ma sistemi integrabili con altri dispositivi, strumenti, accessori. Questo significa che disponendo di diverse soluzioni si ha la possibilità di creare sempre un ambiente accogliente nel proprio giardino.

L’outdoor è una realtà viva, che si sviluppa di volta in volta anche in funzione degli agenti atmosferici esterni (luce, pioggia, vento, freddo, eccetera). Il clima impazzito che sempre più frequentemente sta segnando le nostre stagioni e il nostro modo di considerare lo scorrere dell’anno, non deve costituire un problema, ma uno stimolo a prevedere il modo migliore per rendere vivibile lo spazio esterno della casa.

In questo modo realmente l’outdoor si mette a disposizione e diventa accogliente: lì dove altri luoghi diverrebbero impraticabili, il giardino, il balcone o la terrazza della casa diventano un’oasi sicura nella quale ritrovarsi.

La bellezza e la potenza di questi sistemi di copertura è proprio quella di essere al servizio delle necessità di chi abita quell’ambiente. Necessità di spazio (anche in funzione al numero di persone), metereologiche, luminose e climatiche.

Vivere all’aperto non è una scelta condizionabile, ma uno stile di vita da perseguire sempre, dotandosi di tutti quegli strumenti utili per poter rendere possibile ciò che solo apparentemente non lo è. L’esigenza di vivere l’outdoor non conosce limiti e l’evoluzione tecnologica dei sistemi di copertura è l’espressione pratica di questo desiderio di bellezza.