Pavimentazione in legno da esterno: perché sceglierle e come posarle

“Non ho scelto un parquet per gli interni, perché è difficile da manutenere, si macchia e graffia al solo guardarlo, e figurarsi che fine avrebbe fatto sotto le unghie del mio adorato labrador, immaginarsi se lo opziono per gli esterni: tra vento, pioggia, e sole sai cosa diventa nel giro di un anno o due?”

La maggior parte delle persone probabilmente farebbe un discorso del genere, ma è solo perché non conosce le caratteristiche di questo prodotto, e tutti i benefici che ne conseguono ad adoperarlo come materia prima in edilizia.

Partiamo col dire che si tratta di un prodotto ecologico per eccellenza, a patto che i legni adoperati possiedano la certificazione internazionale GFS (Gestione Forestale Sostenibile, che in Italia diventa GFS PEFC), che garantisce che legno e derivati, come la cellulosa (ma anche altri come funghi, tartufi, frutti di bosco, castagne, ecc.) derivino da foreste gestite in maniera legale e sostenibile, quindi che non provengano da tagli illegali o da interventi irresponsabili, che possono portare all’impoverimento o alla distruzione delle risorse forestali.

Questa è la certificazione che caratterizza le materie prime adoperate dalla Tavar per la realizzazione dei suoi prodotti, assieme alla “BS OHSAS 18001:2007” che certifica il sistema di gestione per la sicurezza nei luoghi di lavoro, al “Codice Trasparenza Parquet”, alla certificazione “100% Made in Italy” che assicura la massima qualità tecnica, e la “Marcatura CE pavimenti in legno”: ecco perché rappresenta una delle realtà sulle quali abbiamo scelto di puntare… 

Ma se ciò non dovesse bastare aggiungiamo la versatilità del legno; il senso di naturalezza, calore e bellezza, utili a dare rilievo o armonizzare gli spazi esterni; una notevole resistenza meccanica; la rapidità d’installazione, determinata anche dal fatto che non sono richiesti complicati, oltre che costosi, lavori di fondamenta e manodopera pesante, ci si rende conto che le pavimentazioni in legno per esterni riescono a coniugare naturalità, funzionalità e ricercatezza, e possono essere adoperate a bordo piscina, sui terrazzi, negli spazi aperti, nei parchi o nei giardini pubblici.

Tuttavia, affinché questi pregi che vi abbiamo elencati si concretizzino ci sono dei passaggi che vanno curati con particolare attenzione: la scelta della tipologia di legname adeguato (link all’articolo “Pavimentazione in legno da esterno: quali essenze scegliere?”), la progettazione e la corretta posa in opera.

Finitura e posa in opera

Pavimentazione in legno da esterno: perché sceglierle e come posarle

I formati in commercio disponibili sono mattonelle, piastrelle o quadrotte, adottate principalmente per impianti con forme regolari, e listoni o decking, raccomandati soprattutto per forme irregolari.

Per la posa in opera è necessario preparare il piano, che deve essere preciso e livellato; e nel caso di superfici morbide scavare fino ad una profondità di circa 10 cm per sistemare la struttura di supporto, e ricavare una pendenza per lo scolo dell’acqua; in caso di superfici solide creare un telaio perimetrale in legno o in cemento armato.

Mentre le quadrotte lignee poggiano su supporti e sono dotate di un sistema a incastro, per cui la posa risulta semplice e rapida, come anche la rimozione in caso di necessità; i listoni di legno dei pavimenti per esterni, che devono avere uno spessore notevole, non inferiore a 20 mm, per una larghezza di almeno 90-100 mm, possono essere posati con viti a vista (tecnica più sicura ma dall’estetica poco gradevole) o con clip (fissando le doghe direttamente ai magatelli, anche se in questo modo la manutenzione rischia di essere più difficoltosa).

Postato da:| 2017-06-05T12:46:12+00:00 5 giugno, 2017|Categorie: Pavimentazione|Tags: , |Nessun commento

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